L’opera del pittore e scultore Miroslav Houšť

prosegue con coerenza la secolare tradizione dell’arte classica.

Messaggio di una signora dai capelli d’argento

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Il nove marzo era il Mercoledì delle Ceneri. Dove è ancora udibile l’eco dei tempi antichi, si placano i divertimenti, si mangiano cibi più semplici, il profumo della carne non suscita così spesso, con il suo effetto aperitivo, il desiderio quasi irresistibile di entrare sotto un tetto e partecipare al banchetto.

Tutta quell’abbondanza e quella robusta gioia di vivere vengono scacciate dal frastuono selvaggio di maschere variopinte, sfrenate e folli, con il loro carnevale, durante il quale ridiamo, ma in quella prodigiosa esagerazione sentiamo in qualche modo anche il tentativo di allontanare, con un’energia inebriante, le spine già incalzanti della depressione di fine inverno: il fatto che la bellezza abbia una sorella nella bruttezza, la luce nel buio, il calore nel freddo, la fanciulla nella vecchia, la vita nella morte.

Il Mercoledì delle Ceneri, quella signora seria dai capelli grigio-argento sotto un velo nero, tiene nel manicotto un recipiente con la cenere dei rami di salice dell’anno precedente. Quando il sacerdote, sotto l’arco trionfale, traccia sulla fronte di chi si avvicina il segno delle ceneri, dice sommessamente: „polvere sei e polvere ritornerai“. Noi, persone circondate da una vita che il proprio riflesso elettronico amplifica ancora sconsideratamente, sentiamo un piccolo brivido. Ma perché, in fondo? La polvere è argilla, suolo che sostiene i nostri passi e le nostre case, circonda i fiumi e i mari e dà forza ai campi, ai giardini e ai frutteti, lasciando sempre che una nuova vita ne ricopra il volto. Gli antichi Greci, che accesero la luce del pensiero europeo, avevano per la polvere, l’argilla e la terra il nome Gaia – Madre. E della madre non si ha certo paura; al contrario, è una parola che nelle situazioni difficili si fa strada irresistibilmente sulla lingua per tutta la vita.

Non sarà dunque questa sentenza a prima vista sconcertante, polvere sei e polvere ritornerai, piuttosto una sintesi poetica che dice: torna proprio in questo tempo un po’ di più a te stesso, alla tua origine e al senso delle tue aspirazioni e dei tuoi cammini, passati e futuri. Proprio il periodo fra l’inverno e la primavera, fra la fine e l’inizio, offre un raro pizzico di tempo per conversare con se stessi, con la propria psiche, con la propria anima.

 

Miroslav Houšť

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