L’opera del pittore e scultore Miroslav Houšť

prosegue con coerenza la secolare tradizione dell’arte classica.

La valle tra Kašperk, il castello di Carlo, e la città mineraria reale di Kašperské Hory

La valle fra Kašperk, il castello di Carlo, e la città regia mineraria di Kašperské Hory ha imbandito sotto il cielo estivo un ricco banchetto. Ha abbellito il proprio menu d’innumerevoli sapori, profumi, forme e colori anche con le ali delle farfalle. Quelle ali vellutate e variopinte evocano il ricordo delle vesti di antichi monarchi e dello sfarzo dei finanziatori delle miniere d’oro locali.

Il colpo principale della luce meridiana si è trasformato in un riflesso abbagliante sulla camicetta bianca di una giovane pittrice, mia moglie, facendone il fulcro dell’incantevole maestà del pieno mezzogiorno.

Così ho descritto una mia opera grafica destinata alle pagine del calendario di 12 autori che l’ing. Přemysl Černý sta preparando per il 2008 nel suo studio ART D.

Ora non devo più attingere l’atmosfera estiva da un quadro. L’abbondante stagione estiva, con il cielo azzurro, nubi simili a castelli e cieli temporaleschi color acciaio, sui quali i serpenti tortuosi dei fulmini si alternano spesso agli archi dell’arcobaleno, ci ha ormai accolti con un certo anticipo nel suo generoso abbraccio.

Mi viene in mente come anche noi, qui a Tursko, siamo collegati alla Šumava relativamente lontana. Siamo uniti da una via più antica di tutte quelle battute dai piedi dei lontani antenati: dà vita, è mansueta e selvaggia, rassicurante e terrificante, ed è fonte d’ispirazione per poeti, pittori, scultori, compositori e architetti. I costruttori l’hanno ornata di molte notevoli volte e linee di ponti, sbarramenti, mulini, magli e altre opere idrauliche.

Sì, è il fiume che da tempo immemorabile si distingue dagli altri per il suo nome, Vltava. Proviamo, nei giorni di vacanza, a raggiungere la sua origine, il giardino di felci della foresta della Šumava, dove, da sotto le radici di abeti secolari, proprio sul confine del paese, sgorga la sorgente della madre dei fiumi cechi. Il nostro cammino lungo il corso o sull’acqua sarà vegliato dallo sguardo di san Giovanni Nepomuceno, le cui statue, perlopiù mosse da un’animazione barocca, furono collocate dalle persone sui piloni di molti ponti per vegliare su di essi e su chi li attraversa.  

 

Miroslav Houšť, pittore diplomato all’Accademia di Belle Arti

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