Il gigante protettore
L’estate piena rallenta il passo per dissolversi nella mite estate indiana, che con un piccolo passo si trasforma in autunno.
Tutto si calma un poco e gli echi delle esperienze estive cominciano a rendere speciale la vita quotidiana delle persone.
Immagini di città, paesaggi, stagni, fiumi e mari tornano continuamente a colorare i toni grigio-bruni dell’autunno.
Forse qualcuno ricorderà anche immagini o statue di un santo gigantesco, che porta un bambino piccolo e si appoggia a un robusto bastone. Se avete vissuto quest’esperienza, sappiate che quello strano gigante non poteva essere che san Cristoforo; e sappiate anche che non si tratta davvero di un santo qualunque.
Non è un santo incaricato di compiti astratti, incomprensibili o poco pratici. Patrono degli automobilisti e di tutti i viaggiatori, degli aviatori, dei barcaioli, dei marinai, dei commercianti, degli atleti, dei medici, dei minatori, dei carpentieri, dei cappellai, dei tintori, dei rilegatori, dei giardinieri e dei bambini, viene invocato anche contro il maltempo, le epidemie e le calamità naturali, nonché contro la morte improvvisa e senza pentimento.
Ma torniamo al suo aspetto e ai suoi attributi: anch’io devo farlo con molta attenzione, perché mi preparo a dare forma alle mie immaginazioni su di lui in una scultura. Per ora ho completato un grande pastello, che ha consolidato le mie idee sul soggetto, anche se per il momento soltanto nello scorcio illusorio della terza dimensione, così essenziale per la scultura.
La storia di san Cristoforo svolse il suo dramma sullo sfondo del regno di Licia, dunque nell’odierna Turchia. Il re di quelle terre aveva un bel passatempo, come tanti prima e dopo di lui: perseguitare i cristiani. Voleva scacciare Dio dalla mente di Cristoforo, per esempio introducendo nella sua cella due belle ragazze, ma lui le convertì al cristianesimo. Nemmeno ucciderlo era così facile: provate a uccidere un gigante! Riuscirono a sopraffarlo solo quattrocento soldati – un rapporto davvero vergognoso, quattrocento contro uno.
Noi però vogliamo vedere san Cristoforo mentre era in vita. Era forte e desiderava servire soltanto il più potente. All’inizio, la sua scala del potere terminava con il diavolo, che sapeva offrire agli uomini davvero tante cose. Poi si accorse che il diavolo, nonostante il suo grande potere, aveva un terrore panico della croce, simbolo di Gesù. Capì immediatamente chi fosse il più potente. Svolgeva il suo servizio a Dio trasportando sulle possenti spalle le persone attraverso un fiume impetuoso, appoggiandosi a un massiccio bastone.
Una volta avanzava fra le onde con un bambino sulla schiena e inaspettatamente sentì il proprio carico diventare sempre più pesante. Molto stupito, chiese: „Chi sei, bambino, e perché sei così pesante?“ Il bambino rispose: „Io sono Gesù Cristo e tu, per un momento, hai portato con me tutto il peso del mondo.“ Quando il gigante guardò incredulo il bambino viandante, il suo bastone rinverdì, trasformandosi in una palma da datteri carica di frutti.
San Cristoforo viene raffigurato con il bambino, il bastone-fico e il globo terrestre sulle spalle.
Che questo patrono sia sempre dalla nostra parte e non ci abbandoni neppure in automobile, dove talvolta abbiamo bisogno della protezione non solo sua, ma di tutti i santi.
Miroslav Houšť