L’opera del pittore e scultore Miroslav Houšť

prosegue con coerenza la secolare tradizione dell’arte classica.

Fantasia di primavera

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Il paesaggio continua a sfumare i propri orizzonti nei grigi morbidi che la pittrice inverno ha lasciato sulla tavolozza abbandonata, per poter danzare senza pesi attraverso la fascia della tempesta solare verso gli specchi di ghiaccio che aderiscono alle sommità dei poli terrestri. Ma noi, attraversati dalla trama delle relazioni e dalle lunghezze d’onda della lingua ceca, restiamo.

Anche il tempo ora si fermerà per un momento, prima che le fredde impronte della ballerina invernale siano ricoperte dai tocchi delicati di Vesna, signora della primavera, che all’inizio cammina con virginale timidezza, per diventare infine donna nell’estate feconda, fecondata dall’oro del sole.

È proprio la verginità di Vesna che può attirare il mitico e indomabile messaggero dell’amore felice, portatore di salute e forza, che soltanto in grembo a una vergine posa umilmente il capo, concedendo così per un attimo la possibilità di essere visto, e non soltanto intuito nel labirinto di Cnosso della fantasia umana.

Questo essere fisico ed etereo avrà certamente attraversato molte volte, a passi di balletto, le pinete del Peloponneso e degli Appennini, sarà scivolato attraverso la Šumava, e poi la foresta primordiale Ercinia, nel territorio della Boemia, avrà velato con la propria penombra verde il bianco del suo mantello. Là i Celti, che comprendevano il linguaggio degli animali, degli alberi e degli elementi, sapevano gioire con sacralità, e per questo non spaventarono l’unicorno neppure nella propria immaginazione. Il suo nome è ormai svelato: l’unicorno. La sua immagine adorna e sottrae alla quotidianità le insegne delle farmacie e gli emblemi delle case.

Continuo a credere, anzi ne sono convinto, che per buon auspicio si possa scorgere l’unicorno, nelle notti di luna piena, anche da qualche parte fra Krliš ed Ers, nel campo del toro bianco presso Tursko, altrettanto bene che nella regione di Bordeaux, nella zona di Cheval blanc (cavallo bianco), fra i vigneti di uno straordinario vino rosso.

 

Miroslav Houšť

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