La storia di sant’Urbano – bronzo
La predilezione dell’autore per la viticoltura si esprime nella statua di sant’Urbano, patrono dei viticoltori, visto come un appassionato cultore della teologia della vita.
Un tempo era possibile trovare sant’Urbano, patrono dei viticoltori, direttamente nelle vigne. La sua statua si ergeva su un alto piedistallo affinché potesse vegliare su ciò che accadeva nella vigna e proteggerla dalla rovina, dalle malattie, dalle calamità naturali e dai ladri.
Il giorno della sua festa, il 25 maggio, le persone si radunavano presso la sua statua. Insieme recitavano preghiere di ringraziamento e di supplica per il raccolto futuro. Questo giorno era un avvenimento davvero importante nella vita di quanti erano strettamente legati alla viticoltura.
Chi è sant’Urbano?
Urbano I fu eletto papa nell’anno 222. Con il suo insegnamento convertì molti pagani alla fede cristiana, tra cui san Valeriano, sposo di santa Cecilia, e suo fratello Tiburzio. Organizzava raccolte per i prigionieri e vigilava sulla loro corretta gestione. Durante il regno dell’imperatore Alessandro Severo ebbero luogo persecuzioni contro i cristiani. Secondo la leggenda, si nascose in una vigna e riuscì così a salvarsi la vita. Durante una successiva persecuzione, tuttavia, non riuscì a fuggire: fu arrestato, flagellato e decapitato nel 230. La sua tomba fu rinvenuta durante gli scavi del 1854 sulla Via Appia a Roma.
È raffigurato con la tiara sul capo; i suoi attributi sono solitamente un grappolo d’uva, una pianta di vite o una piccola botte di vino. Talvolta compare anche una spada, a ricordo del suo martirio.
Sant’Urbano
La storia di sant’Urbano – galleria fotografica
Le fotografie sono disposte in ordine cronologico: dal modello in argilla al calco in gesso, seguito dalla cesellatura e infine dal risultato.
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