L’opera del pittore e scultore Miroslav Houšť

prosegue con coerenza la secolare tradizione dell’arte classica.

Anche dopo il ritorno invernale dal sud Europa, al di là delle Alpi ci rallegriamo del sole

Osservate come il sole, attraverso la vetrata, disegna sulla nostra parete un’atmosfera allegra, misteriosa e giocosa.

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Le finestre con inserti a mosaico di vetri colorati compaiono fin dall’antichità. Il massimo sviluppo della vetrata classica è però legato soprattutto alla costruzione delle cattedrali medievali. Le tecnologie dell’epoca non permettevano di produrre grandi lastre di vetro: le aperture di notevoli dimensioni dovevano essere chiuse con pannelli composti da vetri uniti tra loro. Questo sviluppo non fu tuttavia imposto soltanto dai limiti tecnici: la grande importanza delle vetrate emerge, per esempio, nel pensiero dell’abate Suger, teorico medievale dell’architettura delle cattedrali, che attribuiva alla luce e al colore provenienti dalle grandi finestre uno straordinario significato teologico e liturgico. La giunzione dei vetri colorati si affermò così come un’arte artigianale autonoma.

Nella vetrata classica, i singoli elementi vengono ritagliati da diversi tipi di vetro secondo il progetto artistico (cartone) e assemblati entro profilati di piombo a sezione a H, saldati con stagno nei punti di giunzione. Nelle vetrate più recenti, per aumentarne la durata, la superficie dei profilati di piombo viene stagnata, oppure si impiegano profilati in rame, ottone o zinco. Le aperture in cui vengono inserite devono essere adeguate al maggiore spessore e peso delle vetrate.

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